Giuseppe Severini

Giuseppe Severini

Lunedì, 19 Settembre 2016 14:03

Il mito della musica delle sfere

Il Mito di una Musica Celeste risale , nella sua prima formulazione filosofica in Occidente, a Pitagora (sec.VI a.C.) e a Platone (sec.V a.C.), prosegue il suo percorso con Aristotele e Eudosso, che gli conferiscono la definitiva denominazione e con Euclide, Tolomeo, Cicerone, Plinio, che lo consegneranno al Medioevo, fino a Dante Alighieri e ancor più in là, fino a Keplero.

In questo Mito le Arti liberali del Quadrivio: Aritmetica, Geometria, Astronomia e Musica uniscono i loro sforzi per dare una spiegazione della struttura ultima del Cosmos, della sua perfezione, del suo eterno equilibrio.

Il Cosmo sta insieme per l’azione di una forza misteriosa che opera un bilanciamento fra i pesi e le velocità dei pianeti e degli astri, lanciati a folle corsa su orbite perfettamente circolari e tale equilibrio si spiega con le leggi dell’Armonia musicale, cui sono sottesi precisi rapporti  numerici.

La stessa legge che governa la costruzione di una scala musicale diatonica regola la successione degli elementi e i moti concentrici dei corpi celesti attorno alla Terra.

Il Pitagorismo in tal senso ha una lunghissima sopravvivenza nella nostra cultura, fino a penetrare nella Scienza galileiana, newtoniana e odierna.

Alcuni autori, come Tolomeo e Plinio, apportarono nel tempo correzioni al modello Platonico e Aristotelico originatosi dalle intuizioni e dagli studi di Pitagora, aggiornandolo alle loro conoscenze e ai loro gusti musicali e Dante ne rivelerà una versione profondamente cristianizzata, ma il Mito resta pressoché intatto fino a Keplero. Il grande astronomo non farà che complicarlo, prevedendo orbite ellittiche e quindi serie di note variabili per ogni Cielo ed estendendo da due a otto ottave lo spazio musicale del sistema planetario in cui, nel frattempo, si era posto il Sole e non la Terra, nel centro.

L’idea che le regole della Musica siano di origine Celeste e servano a spiegar ogni cosa si riflette anche nel pensiero dei grandi dell’architettura: Vitruvio e Palladio sostengono che non è buono l’architetto che non sa di musica, che non conosca le proporzioni musicali che sole possono portare alla realizzazione di un oggetto bello e che assolva al meglio le funzioni a cui è destinato.

Nella cultura araba, ugualmente e ancor più influenzata dalla cultura greca, specialmente nelle scuole di Baghdad (sec.VIII) si coltiva l’idea che le frequenze musicali siano ordinate secondo gli Elementi e che abbiano influsso, come gli Astri, sulla vita e sulla salute dell’uomo.

Insomma, la Musica come vera e propria Anima Mundi, rivelatrice della profonda Armonia della Natura.

Che sia basato sul nulla tutto questo? Che si tratti di poetiche fantasie?

I calcoli e le speculazioni fatti dagli Antichi dimostrano il contrario, tanto che  noi oggi pratichiamo le stesse consonanze , ritroviamo  le stesse proporzioni tra i suoni, e, pur avendo qua e là modificato gli intervalli, utilizziamo praticamente le stesse scale.

Isaac Newton affermò d’essersi convinto che Pitagora avesse avuto chiara cognizione della Legge di Gravitazione Universale, a partire dagli  studi sulle corde musicali, loro frequenze e relative tensioni, e l’avesse volutamente tenuta nascosta.

Di qui il sentore di “esoterismo” che circonda talora certe speculazioni, che esoteriche, se ben analizzate, non sono affatto, se non nel senso che oggi volgarmente si da al termine, indicandosi con esso una congerie di misteriose affabulazioni, piuttosto che, come il termine effettivamente suggerisce, un sapere  destinato alla comprensione di pochi.

Giuseppe Severini

Mercoledì, 15 Luglio 2015 09:45

Suoni della natura

Suoni della Natura

La ricerca che svolgiamo da anni sui suoni naturali ci ha portati a collezionare e a ricostruire una serie di oggetti  sonori e di veri e propri strumenti musicali provenienti dalle nostre tradizioni agro-pastorali, da culture primitive contemporanee e da scavi archeologici.

Tutti i materiali della natura hanno un suono. Le pietre, le canne, i legni, le ossa, le conchiglie, le corna, gli zoccoli, i denti, i frutti essiccati, le erbe, producono suoni.

Gli elementi naturali, fuoco, aria, acqua e terra hanno un suono.

Gli animali producono una gran varietà di suoni diversi.

Gli Ominidi, e per primi i Neanderthaliani, hanno lasciato tracce di una loro pratica musicale, che possiamo far risalire a circa 35.000 anni fa. Pratica che dura fino a oggi, ma di cui si tende, per forza di cose, a perdere le radici.

Il nostro lavoro è inteso a riavvicinare l'ascolto della musica alle fonti primitive del suono.

Nelle nostre esecuzioni, che avvengono improrogabilmente in ambienti naturali e in situazioni di particolare interesse acustico, facciamo ascoltare questi suoni uno ad uno e li combiniamo in modo vario, indipendentemente dalla classificazione che abbiamo dato, più di comodo che sostanziale.

Gli ascoltatori alla fine possono cimentarsi coi vari strumenti, cosa che risulta quasi irresistibile, soprattutto per i bambini.

Organizziamo laboratori per la ricostruzione degli strumenti più semplici, aperti a persone di tutte le età.

DIDATTICA DELLA MUSICA ANTICA

Il Monocordo, costituito da una scatola di legno su cui è tesa una sola corda (ma Tolomeo ne usò uno con 15 corde) sottto cui si può far scorrere un ponticello mobile, illustra i tetracordi e le scale dei tre generi in uso nella Grecia Antica: Diatonico, Cromatico ed Enarmonico.

Su tale sistema di organizzazione dei suoni lavorarono Euclide (III sec.a.C.) e Tolomeo (I sec.d.C.) mettendo a punto uno strumento che in modo sempre più preciso potesse identificare e “misurare”  tutti i suoni: un vero accordatore manuale dell’epoca.

La ricostruzione di Kythara a 7 corde si ispira a diversi modelli della Grecia Classica. E’ in legno di Abete, le corde in budello naturale pizzicate mediante un plettro di osso. Era lo strumento musicale più importante della Grecia antica, attribuito al Dio Apollo, capo del coro delle Muse. Accompagnava il canto della Poesia, era considerato indispensabile nei conviti domestici e nelle occasioni pubbliche, strumento della Paideia (educazione) e della più raffinata cultura.

Il Monocordo Cosmico, tratto da una Xilografia contenuta nell’opera di Robert Fludd “Utriusque cosmi historia” del 1617, vuole proporsi come ausilio didattico per illustrare il Mito della Musica delle Sfere a partire dalle speculazioni pitagoriche e del Timeo di Platone per arrivare agli sviluppi di Aristotele, Eudosso di Cnido , Tolomeo e quindi a Dante e oltre.

Questo strumento, di semplice utilizzo, consiste in una “corda tesa fra la terra e i Cieli”  sotto la quale scorre un ponticello mobile che serve a fermare la corda sui diversi gradi della scala diatonica che Platone indicò come Axis Mundi: i quattro Elementi, i Corpi celesti, il Firmamento, il mondo Iperuranio, fino a giungere alla chiave di accordatura, nelle mani del Demiurgo, o Sommo Architetto dell’Universo, che trae il Creato dal Caos e lo porta al Cosmos, attraverso l’ordine e la proporzione del Numero contenuta nel Suono.

Giuseppe Severini

 
Mercoledì, 15 Luglio 2015 09:29

Noi siamo musica

RIFLESSIONI SUL SUONO

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Il primo e più antico strumento musicale siamo noi e viviamo all'interno di un enorme strumento musicale che chiamiamo Cosmo.
Lo percepiamo come "paesaggio sonoro", ne facciamo parte ed esso è in noi.
E' importante riconoscerlo, non raffigurarci una separazione.

Il nostro respiro, il battito del cuore, il movimento di tutte le cellule dei nostri organi, le continue oscillazioni e movimenti delle molecole che ci costituiscono, l'incessante vibrazione di ogni atomo del corpo costituiscono la nostra più intima e riposta musica, il nostro suono.

Sebbene molti suoni del corpo non possiamo percepirli con le orecchie, ciò non vuol dire che non si producano: ogni movimento è fonte di suono.
In generale, che siano interni o provenienti dall'esterno del nostro corpo, i suoni interferiscono con noi non solo attraverso l'udito ma attraverso tutta l'epidermide. I suoni letteralmente ci toccano.

Nei dipinti rupestri del Paleolitico sono animali e MANI umane ad essere raffigurate con colori accesi e ritmiche giustapposizioni e sovrapposizioni.
La mano, dopo la voce, è la prima artefice dei suoni, dapprima sul corpo e in seguito sugli oggetti esterni.

IL MITO

Nella mitologia ellenica il suono appare con Pan (che vuol dire Tutto), il Dio dalla figura metà animale e metà umana, il più vicino alla Natura, che col suono della conchiglia terrorizza i Titani scagliati da Saturno contro Giove. Dopo la vittoria di questi e lo stabilimento di un nuovo ordine cosmico, le 9 Muse, che erano semplici Ninfe, vengono invitate sull'Olimpo per cantare con le loro voci le gesta degli Dei e Pan inventa il primo strumento musicale, la Syrinx, costruita con le canne in cui la ninfa di quel nome era stata mutata per l'intervento di Gea. Nascono così la Musica (da Muse) e la Liuteria.

SOFIA

Nell'antica India si riteneva che il corpo umano fosse attrraversato da 72.000 canali energetici detti Nadi. Nada in sanscrito significa Suono. I sette punti energetici fondamentali distribuiti lungo la colonna vertebrale, i Rajas Chakra, corrispondono agli elementi costitutivi della materia, più l'Etere e la Mente, a ciascuno di essi sono associati colori e suoni, tranne all'ultimo, la porta dell'Anima, che non ha un suono definito, poichè li contiene tutti ed è più della loro somma.
Nel Fedone e nel Timeo Platone lascia intendere un'analoga costituzione del nostro essere corporeo, abitato dalla Mente. o Anima immortale, che lo attraversa e lo trascende. Nel Fedone il corpo materiale è paragonato a una Lyra. Eppure l'anima immortale non è identificabile con l'armonia delle parti, ma con una superiore energia che le trascende.
Nel Timeo Platone afferma che il Demiurgo avrebbe distribuito gli elementi e i corpi celesti secondo gli intervalli della scala diatonica (determinata da Pitagora).

Il Suono attraversa il cosmo, lo sostiene e ne armonizza le parti e così attraversa e sostiene il nostro microcosmo, che corrisponde al macrocosmo, come indicato da Ermete e dalla scuola neoplatonica del Rinascimento.

SIMBOLOGIA

Gli Angeli, messaggeri del Divino, salgono e scendono lungo la scala che collega il Cielo e la Terra nel sogno di Giacobbe, cantano e suonano strumenti musicali in tutta l'iconografia medievale e successiva ad intendere che i suoni sono una via che connette il visibile con l'invisibile.
I campanili e i minareti sono rappresentazioni dell'Axis mundi, dell'Anima del Mondo collegamento tra Cielo e Terra, e infatti negli uni suonano le campane, negli altri canta il Muezzin.

MATEMATICA

I suoni sono vibrazioni, sensazioni, la musica investe in modo diretto la sfera emotiva e fisica. La commozione, l'impulso al movimento e alla danza ne sono caratteristiche. Eppure questa immediatezza nasconde la matematica, il numero, esatte proporzioni geometriche studiate in ogni tempo dai filosofi, dai medici, dagli astronomi. La musica appartiene all'istinto e alla ragione.

Le giuste proporzioni di una scala musicale corrispondono ai punti in cui l'abile e bravo equilibrista poserà i piedi sulla fune, i gradi di una melodia sono i punti in cui con eleganza e leggerezza il danzatore poserà i piedi spostandosi nello spazio della narrazione corporea.
Corrispondenze, sincronie, consonanze, sovrapposizioni occorrono casualmente o per scelta meditata, per avventura o secondo gusto ed esperienza.
L'armonia sorge dall'unione delle diverse parti a comporre un tutto equilibrato e funzionante.

ESTETICA

L'emozione si crea in conseguenza di parole lette o ascoltate, di figure viste, reali o rappresentate, di suoni di voci, di natura o di strumenti, talvolta nasce dal silenzio che non è mai esattamente silenzio. Le emozioni sono l'essenza della vita. Noi studiamo i suoni solo per arrivare lì: all'emozione.

Emozione e percezione: il suono e la nostra capacità di percepirlo non sono separabili: il suono è una vibrazione che crea in noi la sensazione acustica, oppure è la sensazione acustica causata da una vibrazione. Possiamo scindere questa relazione senza distruggerla?
No, logicamente una relazione separata non è più relazione, non può essere data.
Consonanze e dissonanze compongono un tessuto sonoro con alternanza inevitabile, come separarli? Piaceri e dispiaceri compongono un groviglio inestricabile nella vita, come separarli?
Questi esempi di relazioni necessarie ci inducono all'osservazione di una unità non scindibile, di una relazione permanente tra noi e i fenomeni, una relazione emotiva:
consonanze e dissonanze sono innanzitutto emozioni.

SUONO INTIMO

La sorgente del suono è sempre viva in noi: se vi facciamo poco caso è perché siamo convinti che l’origine dei suoni sia fuori di noi. Errore! se è vero che il movimento si svolge nell’ambiente esterno, lo spazio sonoro ha senso solo quando diventa interiore.
La percezione avviene attraverso il delicatissimo e potente tramite dell’orecchio, e attraverso tutto il nostro corpo, percorso dalle vibrazioni che si propagano per l’aria come per gli altri elementi materiali.
L’eco di questo movimento è la sensazione e l‘emozione che si espande dentro il nostro spazio sonoro interiore, infatti il nostro corpo vive una dimensione interiore di risonanza con il mondo esterno e a sua volta è in grado di produrre suono.
Tutto qui il senso del’esperienza proposta, esperienza pre-musicale e pre-linguistica: ascoltare il proprio suono interiore, diventare consapevoli del modo in cui ciascuno di noi percepisce, risuona, vibra.
Significa sentirsi veramente vivi e presenti, nell’essere, nel qui e ora.
La pratica per arrivarci è semplicissima, inizia in gruppo, che serve da antenna e da amplificatore, avviene respirando insieme i suoni vocalici e facendone circolare le vibrazioni. La pratica prosegue con la sperimentazione collettiva di suoni ricavati da oggetti naturali (pietre, legni, canne, semi …) scelti da ciascuno e adoperati nel cerchio che i partecipanti formano come mandala vivente.
Il risultato è una riconnessione con la propria essenza vibratoria profonda attraverso l’emozione. Reintegra e rafforza l’individuo con le proprie energie e lo riapre alla relazione armoniosa col mondo.
“Le emozioni sono l’essenza della vita” .


La Natura è il luogo di tutte le possibilità tranne una, che qualcosa non sia possibile.

 

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