Mercoledì, 15 Luglio 2015 09:45

Suoni della natura

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Suoni della Natura

La ricerca che svolgiamo da anni sui suoni naturali ci ha portati a collezionare e a ricostruire una serie di oggetti  sonori e di veri e propri strumenti musicali provenienti dalle nostre tradizioni agro-pastorali, da culture primitive contemporanee e da scavi archeologici.

Tutti i materiali della natura hanno un suono. Le pietre, le canne, i legni, le ossa, le conchiglie, le corna, gli zoccoli, i denti, i frutti essiccati, le erbe, producono suoni.

Gli elementi naturali, fuoco, aria, acqua e terra hanno un suono.

Gli animali producono una gran varietà di suoni diversi.

Gli Ominidi, e per primi i Neanderthaliani, hanno lasciato tracce di una loro pratica musicale, che possiamo far risalire a circa 35.000 anni fa. Pratica che dura fino a oggi, ma di cui si tende, per forza di cose, a perdere le radici.

Il nostro lavoro è inteso a riavvicinare l'ascolto della musica alle fonti primitive del suono.

Nelle nostre esecuzioni, che avvengono improrogabilmente in ambienti naturali e in situazioni di particolare interesse acustico, facciamo ascoltare questi suoni uno ad uno e li combiniamo in modo vario, indipendentemente dalla classificazione che abbiamo dato, più di comodo che sostanziale.

Gli ascoltatori alla fine possono cimentarsi coi vari strumenti, cosa che risulta quasi irresistibile, soprattutto per i bambini.

Organizziamo laboratori per la ricostruzione degli strumenti più semplici, aperti a persone di tutte le età.

DIDATTICA DELLA MUSICA ANTICA

Il Monocordo, costituito da una scatola di legno su cui è tesa una sola corda (ma Tolomeo ne usò uno con 15 corde) sottto cui si può far scorrere un ponticello mobile, illustra i tetracordi e le scale dei tre generi in uso nella Grecia Antica: Diatonico, Cromatico ed Enarmonico.

Su tale sistema di organizzazione dei suoni lavorarono Euclide (III sec.a.C.) e Tolomeo (I sec.d.C.) mettendo a punto uno strumento che in modo sempre più preciso potesse identificare e “misurare”  tutti i suoni: un vero accordatore manuale dell’epoca.

La ricostruzione di Kythara a 7 corde si ispira a diversi modelli della Grecia Classica. E’ in legno di Abete, le corde in budello naturale pizzicate mediante un plettro di osso. Era lo strumento musicale più importante della Grecia antica, attribuito al Dio Apollo, capo del coro delle Muse. Accompagnava il canto della Poesia, era considerato indispensabile nei conviti domestici e nelle occasioni pubbliche, strumento della Paideia (educazione) e della più raffinata cultura.

Il Monocordo Cosmico, tratto da una Xilografia contenuta nell’opera di Robert Fludd “Utriusque cosmi historia” del 1617, vuole proporsi come ausilio didattico per illustrare il Mito della Musica delle Sfere a partire dalle speculazioni pitagoriche e del Timeo di Platone per arrivare agli sviluppi di Aristotele, Eudosso di Cnido , Tolomeo e quindi a Dante e oltre.

Questo strumento, di semplice utilizzo, consiste in una “corda tesa fra la terra e i Cieli”  sotto la quale scorre un ponticello mobile che serve a fermare la corda sui diversi gradi della scala diatonica che Platone indicò come Axis Mundi: i quattro Elementi, i Corpi celesti, il Firmamento, il mondo Iperuranio, fino a giungere alla chiave di accordatura, nelle mani del Demiurgo, o Sommo Architetto dell’Universo, che trae il Creato dal Caos e lo porta al Cosmos, attraverso l’ordine e la proporzione del Numero contenuta nel Suono.

Giuseppe Severini

 
Letto 851 volte Ultima modifica il Sabato, 22 Ottobre 2016 17:19