Mercoledì, 15 Luglio 2015 09:29

Noi siamo musica

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RIFLESSIONI SUL SUONO

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Il primo e più antico strumento musicale siamo noi e viviamo all'interno di un enorme strumento musicale che chiamiamo Cosmo.
Lo percepiamo come "paesaggio sonoro", ne facciamo parte ed esso è in noi.
E' importante riconoscerlo, non raffigurarci una separazione.

Il nostro respiro, il battito del cuore, il movimento di tutte le cellule dei nostri organi, le continue oscillazioni e movimenti delle molecole che ci costituiscono, l'incessante vibrazione di ogni atomo del corpo costituiscono la nostra più intima e riposta musica, il nostro suono.

Sebbene molti suoni del corpo non possiamo percepirli con le orecchie, ciò non vuol dire che non si producano: ogni movimento è fonte di suono.
In generale, che siano interni o provenienti dall'esterno del nostro corpo, i suoni interferiscono con noi non solo attraverso l'udito ma attraverso tutta l'epidermide. I suoni letteralmente ci toccano.

Nei dipinti rupestri del Paleolitico sono animali e MANI umane ad essere raffigurate con colori accesi e ritmiche giustapposizioni e sovrapposizioni.
La mano, dopo la voce, è la prima artefice dei suoni, dapprima sul corpo e in seguito sugli oggetti esterni.

IL MITO

Nella mitologia ellenica il suono appare con Pan (che vuol dire Tutto), il Dio dalla figura metà animale e metà umana, il più vicino alla Natura, che col suono della conchiglia terrorizza i Titani scagliati da Saturno contro Giove. Dopo la vittoria di questi e lo stabilimento di un nuovo ordine cosmico, le 9 Muse, che erano semplici Ninfe, vengono invitate sull'Olimpo per cantare con le loro voci le gesta degli Dei e Pan inventa il primo strumento musicale, la Syrinx, costruita con le canne in cui la ninfa di quel nome era stata mutata per l'intervento di Gea. Nascono così la Musica (da Muse) e la Liuteria.

SOFIA

Nell'antica India si riteneva che il corpo umano fosse attrraversato da 72.000 canali energetici detti Nadi. Nada in sanscrito significa Suono. I sette punti energetici fondamentali distribuiti lungo la colonna vertebrale, i Rajas Chakra, corrispondono agli elementi costitutivi della materia, più l'Etere e la Mente, a ciascuno di essi sono associati colori e suoni, tranne all'ultimo, la porta dell'Anima, che non ha un suono definito, poichè li contiene tutti ed è più della loro somma.
Nel Fedone e nel Timeo Platone lascia intendere un'analoga costituzione del nostro essere corporeo, abitato dalla Mente. o Anima immortale, che lo attraversa e lo trascende. Nel Fedone il corpo materiale è paragonato a una Lyra. Eppure l'anima immortale non è identificabile con l'armonia delle parti, ma con una superiore energia che le trascende.
Nel Timeo Platone afferma che il Demiurgo avrebbe distribuito gli elementi e i corpi celesti secondo gli intervalli della scala diatonica (determinata da Pitagora).

Il Suono attraversa il cosmo, lo sostiene e ne armonizza le parti e così attraversa e sostiene il nostro microcosmo, che corrisponde al macrocosmo, come indicato da Ermete e dalla scuola neoplatonica del Rinascimento.

SIMBOLOGIA

Gli Angeli, messaggeri del Divino, salgono e scendono lungo la scala che collega il Cielo e la Terra nel sogno di Giacobbe, cantano e suonano strumenti musicali in tutta l'iconografia medievale e successiva ad intendere che i suoni sono una via che connette il visibile con l'invisibile.
I campanili e i minareti sono rappresentazioni dell'Axis mundi, dell'Anima del Mondo collegamento tra Cielo e Terra, e infatti negli uni suonano le campane, negli altri canta il Muezzin.

MATEMATICA

I suoni sono vibrazioni, sensazioni, la musica investe in modo diretto la sfera emotiva e fisica. La commozione, l'impulso al movimento e alla danza ne sono caratteristiche. Eppure questa immediatezza nasconde la matematica, il numero, esatte proporzioni geometriche studiate in ogni tempo dai filosofi, dai medici, dagli astronomi. La musica appartiene all'istinto e alla ragione.

Le giuste proporzioni di una scala musicale corrispondono ai punti in cui l'abile e bravo equilibrista poserà i piedi sulla fune, i gradi di una melodia sono i punti in cui con eleganza e leggerezza il danzatore poserà i piedi spostandosi nello spazio della narrazione corporea.
Corrispondenze, sincronie, consonanze, sovrapposizioni occorrono casualmente o per scelta meditata, per avventura o secondo gusto ed esperienza.
L'armonia sorge dall'unione delle diverse parti a comporre un tutto equilibrato e funzionante.

ESTETICA

L'emozione si crea in conseguenza di parole lette o ascoltate, di figure viste, reali o rappresentate, di suoni di voci, di natura o di strumenti, talvolta nasce dal silenzio che non è mai esattamente silenzio. Le emozioni sono l'essenza della vita. Noi studiamo i suoni solo per arrivare lì: all'emozione.

Emozione e percezione: il suono e la nostra capacità di percepirlo non sono separabili: il suono è una vibrazione che crea in noi la sensazione acustica, oppure è la sensazione acustica causata da una vibrazione. Possiamo scindere questa relazione senza distruggerla?
No, logicamente una relazione separata non è più relazione, non può essere data.
Consonanze e dissonanze compongono un tessuto sonoro con alternanza inevitabile, come separarli? Piaceri e dispiaceri compongono un groviglio inestricabile nella vita, come separarli?
Questi esempi di relazioni necessarie ci inducono all'osservazione di una unità non scindibile, di una relazione permanente tra noi e i fenomeni, una relazione emotiva:
consonanze e dissonanze sono innanzitutto emozioni.

SUONO INTIMO

La sorgente del suono è sempre viva in noi: se vi facciamo poco caso è perché siamo convinti che l’origine dei suoni sia fuori di noi. Errore! se è vero che il movimento si svolge nell’ambiente esterno, lo spazio sonoro ha senso solo quando diventa interiore.
La percezione avviene attraverso il delicatissimo e potente tramite dell’orecchio, e attraverso tutto il nostro corpo, percorso dalle vibrazioni che si propagano per l’aria come per gli altri elementi materiali.
L’eco di questo movimento è la sensazione e l‘emozione che si espande dentro il nostro spazio sonoro interiore, infatti il nostro corpo vive una dimensione interiore di risonanza con il mondo esterno e a sua volta è in grado di produrre suono.
Tutto qui il senso del’esperienza proposta, esperienza pre-musicale e pre-linguistica: ascoltare il proprio suono interiore, diventare consapevoli del modo in cui ciascuno di noi percepisce, risuona, vibra.
Significa sentirsi veramente vivi e presenti, nell’essere, nel qui e ora.
La pratica per arrivarci è semplicissima, inizia in gruppo, che serve da antenna e da amplificatore, avviene respirando insieme i suoni vocalici e facendone circolare le vibrazioni. La pratica prosegue con la sperimentazione collettiva di suoni ricavati da oggetti naturali (pietre, legni, canne, semi …) scelti da ciascuno e adoperati nel cerchio che i partecipanti formano come mandala vivente.
Il risultato è una riconnessione con la propria essenza vibratoria profonda attraverso l’emozione. Reintegra e rafforza l’individuo con le proprie energie e lo riapre alla relazione armoniosa col mondo.
“Le emozioni sono l’essenza della vita” .


La Natura è il luogo di tutte le possibilità tranne una, che qualcosa non sia possibile.

 

Letto 1327 volte Ultima modifica il Sabato, 22 Ottobre 2016 17:20

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